Vacanze e viaggi su misura

Viaggio in Borgogna

  17 settembre - 24 settembre / da 2050 €

  • Viaggio in Borgogna

Percorsi Medievali in Francia

La Borgogna, terra fiera e indipendente, è caratterizzata da dolci colline ondulate disseminate di rigogliosi vigneti, borghi incastellati che dominano corsi d’acqua che scorrono pigri e solenni, abbazie che nel Medioevo attiravano migliaia di pellegrini in cammino verso la redenzione.
Elemento caratterizzante della sua storia e legato indissolubilmente al suo territorio è il vino, che ne fa, probabilmente, la più importante regione vitivinicola francese: i suoi vigneti sono stati inseriti dall’UNESCO nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità

La grandezza della Borgogna è, infatti, strettamente legata al suo terroir, termine unico che definisce il senso di un luogo enologico caratterizzato dalla perfetta sintesi di clima, tipo di suolo, topografia, esposizione e lavoro esperto dell’uomo che influenza, da secoli, la realizzazione di un vino straordinario.
Il nostro itinerario ci farà percorrere le strade della Borgogna a ritmo lento, ne assaporeremo sapori e profumi, ne incontreremo e ascolteremo la sua grande storia, eredità tangibile del tempo in cui in questa terra convergevano le strade che mettevano in comunicazione il mondo intero.

 

Viaggio accompagnati da Carla Vaudo, archeologa e storica dell’arte medievale.

Da oltre vent’anni con Flumen ha ideato e realizzato un’infinità di viaggi, corsi e conferenze, visite guidate e laboratori didattici.

È la responsabile della sede Flumen di Latina. È laureata e specializzata in Archeologia Medievale presso la Sapienza di Roma, diplomata e perfezionata in Archeologia Cristiana presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, e ha condotto numerose campagne di scavo.

Autrice dei recenti cicli di video-lezioni: I Longobardi in ItaliaI Bizantini in ItaliaI Normanni in Italia, La Simbologia Medievale, Islam Medievale, Il Cammino di Santiago, Monaci-Eremi-Abbazie, L’Arte Romanica, La Via Francigena oltre che del ciclo di video-narrazioni musicali Luce-Tempo-Dono e Viaggio a Granada, disponibili tutte all’interno della Videoteca di Flumen.

 

PROGRAMMA

1° giorno – sabato 17 settembre Lione

Appuntamento alle ore 9:25 all’aeroporto di Roma Fiumicino, al check-in della compagnia EasyJet per il volo delle ore 11:25 per Lione. Arrivo previsto alle ore 13:00.

 Il nostro primo giorno di viaggio sarà dedicato a Lione, terza città di Francia.

La città rappresenta uno straordinario esempio di continuità di vita: fu un’importantissima città romana fondata nel 43 a.C, con il nome di Lugdunum, ossia "fortezza del dio Lúg" la suprema divinità dei Galli, fu quindi capitale della Provenza nel X secolo, per poi essere annessa alla Corona di Francia. Nel Rinascimento era un importante centro di scambi commerciali, forte di un sistema bancario e teatro di fiere capaci di attirare investitori da tutta l’Europa. Nel Settecento divenne poi un centro di primo piano nella lavorazione della seta. La città romana, fondata dal luogotenente di Giulio Cesare, Lucio Munazio Planco, deve il suo sviluppo alla sua eccellente posizione geografica, sulla via di accesso dall'Italia, alla confluenza della Saona e del Rodano e dal suo statuto di colonia romana. In occasione della divisione del territorio gallico in tre province in aggiunta alla già esistente Gallia Narbonense, nel 27 a.C., Lione divenne capitale della "Gallia Lugdunense". Nacquero a Lugdunum gli imperatori Claudio, nel 10 a.C., e Caracalla, nel 188. La cristianizzazione avvenne precocemente: san Potino, primo vescovo della diocesi di Lione, e santa Blandina, martirizzati nel 177 sotto Marco Aurelio, figurano tra i primi martiri della città. Sant'Ireneo successe a san Potino e fu uno dei primi teologi cristiani. Lione divenne un importante centro culturale cristiano e nel VI secolo vi nacque Sidonio Apollinare. Dei Burgundi, scampati alla distruzione di Worms da parte degli Unni, nel 437 si installarono nella città per concessione di Flavio Ezio e nel 461 ne fecero la loro capitale. Occupata da Carlo Martello nel 732, dopo la morte di Carlo Magno passò a Lotario insieme al territorio ad est della Saona. Appartenne alla Lotaringia e al Sacro Romano Impero fino al XIV secolo, quando fu inserita nel regno di Francia e i re francesi ne fecero il centro delle loro attività rivolte verso l'Italia. La città restava di dimensioni modeste, ma si distinse in campo religioso, tanto che il suo vescovo fu elevato al rango di primate di Gallia da papa Gregorio VII nel 1078. Ma lo sviluppo economico maggiore si ebbe a partire dal XVI secolo, con l'arrivo dei banchieri fiorentini e di mercanti, attirati dalle franchigie regie e dalle fiere che vi si tenevano quattro volte l'anno. Vi si sviluppò in particolare il commercio della seta. Pranzo libero, cena e pernottamento a Lione

 

2° giorno – domenica 18  settembre Lione – Abbazia di Cluny – Dijon

Cominciamo oggi il nostro incontro con la Borgogna da uno dei luoghi più significativi dell’Europa medievale: l’abbazia di Cluny, centro di fede, di arte e di potere.

L'abbazia, fondata l'11 settembre dell'anno 909 adottò la Regola benedettina; essa e la sua costellazione di dipendenze acquisirono presto grandissima rilevanza politica ed economica e giunsero ad esemplificare il tipo di vita religiosa caratteristico del X e dell'XI secolo. Diversi tra gli abati che si susseguirono a Cluny, molti dei quali estremamente dotti, divennero anche uomini di stato, noti a livello internazionale. Tra questi vi fu Ildebrando Da Soana, che divenne papa con il nome di Gregorio VII. Lo stesso monastero di Cluny divenne la più famosa, prestigiosa e sovvenzionata istituzione monastica d'Europa. Nel 1088 l'abate Ugo decise la costruzione della terza chiesa abbaziale dedicata ai San Pietro e Paolo. L'edificio era di notevoli dimensioni: lungo 187 metri, era dotato di un particolare tipo di nartece a sviluppo longitudinale, chiamato «galilea», che in molte chiese conventuali cluniacensi precedeva l'ingresso all'area liturgica vera e propria, con funzione di filtro tra interno ed esterno. Aveva ben cinque navate, un coro allungato diviso sempre in cinque navate con deambulatorio e cappelle radiali, un doppio transetto e sette torri. Rimase il più grande edificio religioso d'Europa prima della ricostruzione della Basilica di San Pietro a Roma nel XVI secolo. Tra l'altro non venne demolita la vecchia chiesa abbaziale, ma venne lasciata a fianco della nuova. A Cluny l'arte centrale era la liturgia stessa che, estensiva e bella in un contesto fonte d'ispirazione, rifletteva la nuova ondata di pietà più personale e soggettiva dell'XI secolo; l'intercessione monastica appariva indispensabile al raggiungimento di uno stato di grazia ed i potenti facevano a gara per essere ricordati nelle infinite preghiere del monastero, dando inizio alle donazioni di terra e ai benefici che resero possibile lo sviluppo di altre arti. A Cluny III i capitelli più antichi si trovavano nel deambulatorio e risalgono a prima del 1095. L'ingresso era affiancato da due semicolonne, che presentavano due capitelli istoriati, uno con il Peccato dei progenitori e l'altro con il Sacrificio di Isacco. Sugli altri capitelli era raffigurato una sorta di compendio del sapere medievale, con vari soggetti: un capitello corinzio che dimostra una notevole comprensione dell'arte antica, uno con atleti, uno con un apicoltore, una serie con le virtù teologali e cardinali, uno con una raffigurazione della Primavera, uno dell'Estate, uno con i Fiumi del Paradiso (allegoria dei quattro vangeli) e una serie con gli otto toni del canto gregoriano. La grande varietà di temi era bilanciata anche dalla notevole varietà degli schemi entro i quali erano scolpite le raffigurazioni: si va dalle mandorle con figure intere di personaggi, ad altri dove l'istoriazione non ha soluzione di continuità. Nel 1789 l'abbazia divenne bene nazionale e con decreto del 2 novembre di quell'anno i beni della Chiesa di Francia vennero posti a disposizione della Nazione. La furia della Rivoluzione francese si abbatté su Cluny: il monastero fu saccheggiato depredando tutto quello che si trovava al suo interno (dalle tappezzerie ai mobili, per arrivare fino agli oggetti di culto) poi gli edifici furono rasi al suolo. I beni saccheggiati vennero messi in vendita. Nel 1793 vennero bruciati gli archivi e saccheggiata la grande biblioteca. Le terre abbaziali furono vendute nel 1798, ricavando 2,14 milioni di franchi. Le rovine dell'abbazia vennero riutilizzate come cave di pietra per gli edifici della zona fino al 1813. Ad oggi, delle strutture originali, non rimane che l'8%, che è ancora sufficiente per comprendere la straordinaria storia di quest’abbazia.

 In serata arrivo a Dijon, capoluogo del dipartimento della Côte-d'Or e della regione della Borgogna. Pranzo libero, cena e pernottamento a Dijon.

 3° giorno – lunedì 19 settembre Dijon

Oggi la nostra giornata è dedicata a Dijon. La capitale degli onnipotenti Duchi di Borgogna ha ereditato un eccezionale patrimonio architettonico. Vero e proprio museo a cielo aperto, la città di Digione ha custodito il suo centro storico straordinariamente ben conservato, in cui il tempo sembra essersi fermato. Visiteremo il Palazzo dei Duchi di Borgogna, che ospita lo splendido Musée des Beaux-Arts e la cattedrale di SainteBenigne.

Nel 1016 il re di Francia Roberto il Pio la diede in feudo al figlio Enrico: nacque così il Ducato di Borgogna con capitale Digione. Finita la dinastia dei Capetingi con Filippo di Rouvre, i sovrani di Francia ripresero il ducato, che però il re Giovanni il Buono assegnò al suo quarto figlio, Filippo l'Ardito, fondatore della dinastia dei Valois, che regnò fino al 1476. In questo periodo il ducato conobbe un grande sviluppo culturale con i quattro duchi Filippo l'Ardito (1364- 1404), Giovanni Senza Paura (1404-1419), Filippo il Buono (1419-1467) e Carlo il Temerario (1467-1476), morto in battaglia lasciando un'unica figlia, Maria, sposa di Massimiliano d'Asburgo e madre di Filippo il Bello. La scuola artistica di Digione, sorta verso la fine del Trecento, fece fiorire un movimento franco-fiammingo attivo nella letteratura, nella musica e nelle discipline figurative. Sotto i re di Francia Digione godette di una certa autonomia amministrativa. Per assaporare tutto il fascino antico di Digione, nel centro storico completamente pedonalizzato, seguiremo la mascotte della città, la chouette, il gufo. Tutto nasce da un piccolo bassorilievo che rappresenta, appunto, un gufetto, scolpito in uno dei pilastri della facciata laterale della Chiesa di Notre-Dame, in rue de la Chouette. La tradizione popolare vuole che accarezzare il piccolo gufo, oggi ormai quasi irriconoscibile, porti fortuna. Partendo da questa consuetudine, l’Ufficio del Turismo di Digione ha creato un itinerario che ha come mascotte proprio il piccolo rapace: che ci accompagneranno alla scoperta dei vari monumenti e dei luoghi emblematici della città. Il Palazzo dei Duchi di Borgogna, situato nel cuore della città, rimane il monumento più emblematico di Digione. Venne eretto nel XIV secolo in stile gotico. Successivamente, quando la Borgogna fu annessa alla Francia, l’edificio fu trasformato nella residenza dei governatori e dei re di Francia di passaggio nella regione. Sotto Luigi XIV, il palazzo si è evoluto e sono stati aggiunti elementi architettonici classici, tra cui l’elegante Place Royale. Al centro, ospita il municipio sormontato dalla torre Philippe le Bon mentre il Musée des Beaux-Arts occupa l’ala orientale del palazzo dal 1799. Il percorso nelle sue sale ci permetterà di comprendere perché la raffinatezza artistica della corte di Borgogna fosse così rinomata, potendo accogliere i migliori rappresentanti delle correnti francesi, italiane e, soprattutto, fiamminghe, che crearono un’interessante sintesi tra il gusto aulico e cortese e quello realistico borghese

Con la furia della Rivoluzione Francese, la Certosa di Champmol, fondata nel XIV secolo dal duca Philippe le Hardi per la sua sepoltura, venne letteralmente smantellata. Oggi rimane solamente il Pozzo dei Profeti (chiamato anche Pozzo di Mosè). Il pozzo è la vestigia di un Calvario costruito al centro del grande chiostro e scolpito da un artista olandese di nome Claus Sluter. Questo plinto esagonale alto sette metri, posto simbolicamente sopra una sorgente, è una vera opera d’arte, una meraviglia di precisione e realismo, composto da sei statue a tutto tondo dei profeti dell’Antico Testamento. Dijion è la mecca della cucina francese. Il suo prodotto di punta è sicuramente la senape, un condimento piccante tipico di Digione, già molto popolare durante il periodo dei duchi di Borgogna. Nel 1870, la città di Digione contava una quarantina di produttori di senape. Oggi nella capitale della gastronomia rimangono solo quattro produttori di senape anche se Fallot è l’ultima azienda a realizzare una vera senape artigianale a base di semi coltivati in Borgogna e macinati con il palmento. Pranzo libero, cena e pernottamento a Dijon.

4° giorno – martedì 20 settembre Abbazia di Fontenay – Dijon

Riprendiamo oggi la rotta del gotico cistercense visitando l’abbazia di Fontenay.

 La struttura venne fondata nel 1118 da Bernardo di Chiaravalle, pochissimi anni dopo che egli era uscito dall'Abbazia di Cîteaux per fondare l'abbazia primigenia di Clairvaux, della quale Fontenay fu una filiazione diretta. Situata in una piccola e boscosa valle a 60 chilometri a nordovest di Dijon, l'abbazia raggiunse un alto stato di prosperità nel corso del XII e del XIII secolo. È la più antica abbazia cistercense sopravvissuta nel mondo, oltre ad essere una delle meglio conservate; per questa ragione nel 1981 è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Centro spirituale nel Medioevo, fu abitata da monaci fino a quando furono costretti ad abbandonarla dopo la Rivoluzione francese. L'abbazia divenne poi proprietà di Elie de Montgolfier, nipote degli inventori della mongolfiera, che la trasformò in una cartiera. Questo luogo rimarrà una storia di famiglia poiché oggi sono i discendenti che assicurano la conservazione e il restauro della tenuta. Essa conserva gran parte del suo aspetto originario, con la chiesa, il dormitorio, il chiostro e la sala capitolare, tutti costruiti in stile romanico; più tardi vennero aggiunti la casa dell'abate e un'infermeria. La fucina, vicino al fiume, che è una delle più antiche fabbriche di lavorazione del metallo in Europa! Ritornati a Dijon visiteremo la chiesa di Notre-Dame, del XIII secolo, ulteriore capolavoro del gotico della Borgogna. Al suo interno ospita la statua di Nostra Signora di Buona Speranza (Notre-Dame de Bon-Espoir). La sua facciata occidentale è ornata da numerose gargouille decorativi restituiti alle loro sembianze originali nel XIX secolo, grazie all'opera di scultori di Parigi. All'apice della sua torre sud è presente il Jacquemart, un orologio animato da quattro automi. Pranzo libero, cena e pernottamento a Dijon

5° giorno mercoledì 21 settembre Beaune

Ci spostiamo verso il sud della regione, per incontrare l’incantevole cittadina di Beaune, la capitale dei pregiati vini di Borgogna.

Beaune fu dal XII al XIV secolo, la residenza preferita dei duchi di Borgogna, all'epoca tra i principi più potenti d'Europa. Per questo vanta un ricco patrimonio monumentale, con un centro storico ottimamente preservato nel quale spicca l'Hôtel-Dieu, un sontuoso ospedale per i poveri fondato nel Quattrocento e rimasto per lo più intatto. Costituisce uno dei monumenti più visitati della Borgogna, famoso per la sua peculiare architettura gotica tardo medievale e per il capolavoro del maestro fiammingo Rogier van der Weyden, il Polittico del Giudizio universale, che ospita sin da le sue origini al suo interno. L'edificio fu fatto costruire nel 1443 da Nicolas Rolin, il celebre cancelliere del duca di Borgogna Filippo il Buono, e da sua moglie Guigone di Salins per fondare un ospedale dei poveri a seguito dei danni e della miseria in cui era caduta la città di Beaune alla fine della Guerra dei cent'anni. Fu completato nel 1452. Durante i periodi trascorsi in Fiandra, anch'essa sottomessa al duca di Borgogna, Nicolas Rolin fu sedotto dall'architettura degli ospedali del Nord e se ne ispirò per fare edificare il suo palazzo per i poveri. Si avvalse di artigiani della regione di Beaune per l'edificazione dell'Hôtel Dieu come Jean Rateau, capo muratore e Guillaume La Rathe, maestro d'ascia, autore della freccia

Da allora e ininterrottamente fino al XX secolo vi ebbero sede le Suore Ospedaliere di Santa Marta. Un nuovo centro ospedaliero è stato costruito nel 1971 e la parte antica dell'Hôtel-Dieu è stata trasformata in museo. Con le sue facciate gotiche, l'ospedale Maggiore è ritenuto un gioiello dell'architettura medievale borgognona. I tetti policromi sembrano avere come origine l'Europa centrale; essendosi affermato, questo stile si è diffuso in Borgogna tanto da divenire tipico e tradizionale nella provincia. La facciata esterna, relativamente austera, contrasta con la ricca decorazione del cortile centrale, con i suoi famosi tetti in tegole smaltate di Borgogna, e quella dell'interno dell'edificio. All’interno, percorrere le Corsie, perfettamente conservate, ci permetterà di comprendere le soluzioni d’avanguardia che erano applicate nell’ospedale di Beaune. Ogni anno, l'ospedale, ancora esistente tutt'oggi, ma ormai trasferito in un moderno edificio, organizza la più importante vendita d'asta di vino in Francia, le cosiddette “ventes de Beaune”. Non potremo, quindi, farci mancare la degustazione dei vini di Borgogna, in una delle cantine storiche del territorio. Pranzo libero, cena e pernottamento a Auxerre.

Pranzo libero, cena ad Auxerre.

6° giorno – giovedì 22 settembre Auxerre

Oggi ci svegliamo a Auxerre, una delle città al centro della rete del pellegrinaggio medievale per eccellenza: il Cammino di Santiago.

Posta lungo il fiume Yonne, è una città di origine antiche: visiteremo il suo centro storico d'impronta medievale con case a graticcio perfettamente conservate, nel quale spiccano due monumenti: la grande cattedrale gotica di Saint-Étienne con la sua imponente facciata e la sua torre in stile fiammeggiante e l'antica abbazia di Saint-Germain, romanica e gotica, famosa per la sua cripta ricoperta di affreschi d'epoca carolingia (IX secolo), tra i più antichi conservati in Europa. Nei pressi di Auxerre si trova la cittadina di Chablis, nella regione dove viene prodotto il vino omonimo, uno dei più pregiati vini della Borgogna, mentre intorno alla città si trovano i vigneti dell'Auxerrois.

L’abbazia di Saint-Germain, custode del sepolcro di San Germano, era un'importante meta di pellegrinaggio. Venne fondata nel V secolo dal vescovo San Germano d'Auxerre, che donò alcuni terreni di proprietà della sua famiglia ed altri benefici. Il primo edificio costruito fu un cappella piuttosto semplice, che conteneva alcune preziose reliquie di san Maurizio martire e della Legione Tebea. Germano stesso vi venne sepolto il 1º ottobre 448. Verso l'inizio del VI secolo al posto della cappella venne costruita un basilica su iniziativa della Regina Clotilde, moglie di Clodoveo I, poi nel periodo carolingio venne inglobata in un'abbazia. In seguito alla prodigiosa guarigione del conte Corraddo della famiglia burgunda dei Welfen (quelli che diedero poi il nome al partito guelfo), nell'840 fu disposto di edificare una nuova basilica, come ex voto. I lavori iniziarono nell'841 e terminarono verso l'865. Resta di quel periodo la cripta a più livelli, per seguire la conformazione del terreno, terminata nell'857 con la traslazione delle spoglie di san Germano. La cripta è particolarmente importante sia per l'originaria architettura carolingia, tra le meglio conservate di Francia, sia perché conserva un ciclo di affreschi praticamente unico risalente al IX secolo, i più antichi di Francia, riscoperti nel 1927. Da queste pitture si è potuto studiare l'aspetto delle arti figurative di quel tempo, poiché altrove sono quasi completamente distrutte (restano pochi esempi coevi a Malles, a Müstair, a Naturno ed a Castelseprio). Le pareti sono trattate con decorazioni di finti elementi architettonici (volte a crociera, fregi e altro), all'interno dei quali sono disegnate alcune lunette istoriate con scene di santi. Una scena riporta la Lapidazione di Santo Stefano ed è interessante come il pittore sia attento alla dinamica delle figure, ritraendo con verosimiglianza i gesti e le espressioni facciali, ma lasci lo sfondo vagamente indeterminato, con una chiesa dalla quale esce il santo, incongruente per dimensioni (la porta arriva appena alla vita dei personaggi) e per prospettiva (un po' frontale, un po' "a volo d'uccello"). Cena e pernottamento ad Auxerre

7° giorno – venerdì 23 settembre Basilica di Vezelay - Auxerre

Il nostro primo appuntamento della giornata sarà con il borgo medievale di Semur-en-Auxois. Adagiato sull’ansa del fiume Armançon, il borgo medievale dai tetti rossi si erge su un promontorio di granito rosa. Varcate le porte Sauvigny e Guillier, si scopre il fascino delle strade lastricate fiancheggiate da case a graticcio, l’eleganza della collegiata gotica, la potenza del mastio e dei bastioni che si arrampicano sulla roccia e la pittoresca rue Chaude. Ricca di angoli incantevoli come il lavatoio in Quai Baudon e lo Chemin des Foulons, la cittadina di Semur-en-Auxois è un piccolo gioiello ancora poco conosciuto. Protagonista del nostro pomeriggio sarà uno dei capolavori del romanico borgognone: la basilica di Santa Maria Maddalena a Vezelay, patrimonio dell’Umanità. L'abbazia benedettina di Vézelay venne fondata, al pari di numerose altre abbazie, sulla superficie di un'antica villa romana. Questa villa passò infatti nelle mani dei Carolingi e da essi venne donata a Girart, un conte di Rossiglione. I due conventi da lui costruiti vennero depredati e distrutti durante l'invasione dei Mori nell'VIII secolo, mentre un altro convento che si trovava sulla cima di una collina venne dato alle fiamme dai pirati normanni. Nel IX secolo l'abbazia venne rifondata da Badilo, un seguace dell'Ordine benedettino riformato a Cluny. Vézelay si trova all'inizio della via Lemovicense, una delle 4 strade francesi che fanno parte del Cammino di Santiago di Compostela, utilizzata dai pellegrini per giungere a Santiago di Compostela, in Galizia, nella Spagna nord-occidentale. Intorno al 1050 i monaci di Vézelay iniziarono a sostenere di possedere le reliquie di Maria Maddalena, portata nell'abbazia dalla Terra Santa dal loro fondatore, san Badilo, o da alcuni suoi inviati. Pochi anni dopo un monaco di Vézelay dichiarò di aver trovato in una cripta a St-Maximin, in Provenza, una rappresentazione dell'Unzione di Betania, quando, come raccontano i Vangeli, Maria Maddalena versò dell'olio prezioso sui piedi di Gesù, asciugandoli poi con i propri capelli. Questa rappresentazione si trovava scolpita su di una tomba vuota e i monaci di Vézelay sostennero che essa era la tomba della Maddalena, i resti della quale erano stati traslati presso la loro abbazia. Da quel momento i prigionieri che erano stati liberati iniziarono a portare all'abbazia le loro catene come offerta votiva; l'abate Geoffroy, eletto nel 1037, fuse queste catene e le riforgiò come cancellata in ferro battuto, posta sull'altare della Maddalena. Il crescente pellegrinaggio verso questo luogo, con le numerose donazioni effettuate dai fedeli, permise quindi la costruzione dell'edificio che vediamo ancor oggi. Il 21 aprile 1140 venne consacrato il nuovo edificio, ma il flusso dei pellegrini continuò senza sosta, divenendo tale che nel 1132 venne inaugurato da papa Innocenzo II un nuovo nartece, costruito per cercare di contenere il crescente numero di persone che raggiungevano Vézelay. Nella Pasqua del 1146 san Bernardo di Chiaravalle iniziò qui la sua predica in favore della seconda crociata, in presenza del re Luigi VII di Francia. Nel 1166, durante il suo esilio, Thomas Becket scelse l'abbazia di Vézelay per pronunciare il famoso sermone con il quale scomunicava il re Enrico II d'Inghilterra e i suoi principali sostenitori. Nel 1190 qui si incontrarono Riccardo I d'Inghilterra e Filippo II di Francia, passando tre mesi all'abbazia prima di partire per la terza crociata. Splendide le sculture che ornano le lunette dei portali interni, realizzate alla metà del XII secolo, che raffigurano Cristo in trono che trasmette lo Spirito agli Apostoli; l'Annunciazione, la Visitazione, la Natività di Gesù e l'Adorazione dei Magi, l'Ascensione e la Cena di Emmaus. Pranzo libero, cena e pernottamento ad Auxerre.

8° giorno – sabato 24 settembre Sens

Prima di lasciare la Borgogna, andando verso Parigi, faremo un’ultima sosta a Sens, sempre lungo il fiume Yonne. Situata nell'estremo nord-ovest della Borgogna-Franca Contea, al confine di tre regioni, l’Île-deFrance, Grand Est e Centre-Val de Loire. Sens è la città principale dei Senonais, una regione naturale e un paese che copre il territorio dell'antico popolo gallico dei Senoni e la città romana di Agedincum. La città custodisce gelosamente i suoi tesori. Il primo è la cattedrale di Saint-Etienne, una delle più antiche cattedrali gotiche di Francia, costruita tra il 1130 e il 1168. Vanta magnifiche facciate fiammeggianti e splendide vetrate antiche, tra cui notevoli esempi del XIII secolo, come la grande vetrata di San Tommaso Becket che si può ammirare nel deambulatorio. Di fronte alla cattedrale, le Halles di Sens sono un bell'esempio di architettura in ferro del XIX secolo e ospitano un mercato coperto il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattina. Un'occasione per fare scorta di prodotti locali! Nel cuore antico della cittadina a forma di mandorla, passeggeremo nel labirinto di strade fiancheggiate da case a graticcio e palazzi, alla scoperta diangoli insoliti, tra cui la splendida casa di Abraham. Risalente al XVI secolo, questa antica casa a graticcio è scolpita con numerosi motivi, tra cui, sul suo pilastro, l'albero di Jesse che racconta la genealogia di Cristo.

 Volo di rientro con la compagnia Easyjet alle ore 17:50 con arrivo previsto a Roma Fiumicino alle ore 19.50

 POSSIBILITA’ DI PARTIRE DA PIU’ AEROPORTI

 

AVVERTENZA

il programma, nel corso di svolgimento, potrebbe subire per motivi organizzativi modifiche nella sequenza delle visite ma non nei suoi contenuti

 

QUOTA PER PERSONA IN CAMERA DOPPIA:

EURO 2.230,00 minimo 15 PARTECIPANTI

EURO 2.050,00 a partire da 21 PARTECIPANTI

supplemento camera singola euro 320,00

 

LA QUOTA COMPRENDE

Pernottamenti in hotel categoria 4**** (Dijon) e 3*** (Auxerre), Trasferimenti con volo aero Roma Fiumicino-Lione / Parigi Orly-Roma Fiumicino con Easyjet, Trasferimenti con pullman privato, Le cene, Navigazione sulla Yonne a Auxerre, 1 pranz, Degustazione presso una cantina di Beaune, Assicurazione Viaggio, Sistema di amplificazione, Assistenza tecnica e culturale durante il viaggio di Carla Vaudo

LA QUOTA NON COMPRENDE

Gli ingressi a monumenti e musei in programma, I pranzi (tranne uno), Tutti gli extra a carattere personale, Tutto quanto non espressamente riportato alla voce “la quota prevede”

ISCRIZIONE

Iscrizioni con acconto di euro 400 entro il 15 agosto

La sottoscrizione della polizza assicurativa di annullamento viaggio (anche per causa covid) è facoltativa, il costo è calcolato in percentuale sulla base della spesa finale sostenuta e va richiesta all’atto dell’iscrizione.

 

 

 

Tel +39 0444 1580240

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