Vacanze e viaggi su misura

Le isole Ionie

  29 agosto - 07 settembre / da 2090 €

  • Le isole Ionie

Viaggio nel Regno di Ulisse

Un lungo percorso di terra e soprattutto di mare che inizia in Attica e, oltrepassato l’istmo, attraversa le coste settentrionali e occidentali del Peloponneso da cui ci si imbarcherà per iniziare la risalita attraverso quasi tutte le isole Ionie: Zante, Cefalonia, Itaca, Lefkada, Corfù. Un percorso che attraversa una Grecia inedita e molto legata all’Italia, articolato e di movimento ma con i ritmi lenti delle navigazioni, dove tanti sono gli spunti e le suggestioni che ci condurranno verso approfondimenti storici, artistici e letterari, con gli occhi sempre riempiti del blu di quel mare, magari trasognati al tavolo di un cafenìon di qualche porticciolo.
Il racconto del viaggio raggiungerà i siti archeologici di Corinto e Olimpia in Peloponneso, straordinari centri di irradiazione culturale della Grecia classica, e Actia Nicopolis in Epiro, dove il giovane Ottaviano piegò a suo favore le sorti delle lunghe guerre civili cambiando di fatto le sorti del mondo.
Anche se l’Odissea omerica sarà l’elemento ispiratore della nostra risalita, e sbarcare a Itaca ci renderà tutti come pellegrini in una santa terra letteraria, non meno forti riecheggeranno le voci di uomini e donne che queste isole hanno amato come Ugo Foscolo e l’imperatrice d’Austria, di popoli e civiltà che qui hanno proliferato come la Serenissima Repubblica di Venezia, di eserciti che hanno patito tragiche sconfitte come la Divisione Acqui a Cefalonia.

VIAGGIO ACCOMPAGNATO DA

Barbara Di Lorenzo è fondatrice storica di Associazione Culturale Flumen.

Laureata e Specializzata in Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ha partecipato a numerosi scavi archeologici, in Italia e all’estero, ed esplorazioni subacquee in mare e laghi.

Con Flumen ha ideato e condotto infinite visite guidate, cicli di lezioni e conferenze oltre a decine di viaggi dedicati alle civiltà del Mediterraneo.

Autrice dei cicli di video-conferenze ”Ellenismo. I Greci dopo Alessandro Magno””Conversazioni su Raffaello a 500 anni dalla morte” , ”Pompei, un giorno d’estate del 79 dC” e “La dinastia Giulio-Claudia”, disponibili all’interno della Videoteca online di Flumen.

Gabriele Rossoni dal 1996 è fondatore e presidente di Associazione Culturale Flumen.

È laureato in Archeologia del Vicino Oriente Antico e dottore di ricerca in Archeologia Orientale.

Ha partecipato per 12 anni agli scavi archeologici dell’antica Ebla in Siria e dal 1989 alle ricerche sull’isola di Mozia, come collaboratore della Soprintendenza di Trapani e come co-direttore di missione con l’Università La Sapienza di Roma.

Autore dei cicli di video-conferenze “Storia di Ebla, la città ritrovata” e “Fenici. Il popolo della porpora” disponibili all’interno della Videoteca online di Flumen.

Autore dei video della trilogia siriana: «La Siria di Agatha Christie», «Aureliano a Palmira» e «Il Racconto di Ebla» pubblicati nel canale YouTube di Flumen.

 

 

PROGRAMMA

 1°Giorno  - Lunedì 29 agosto Atene – Corinto - Rion

Appuntamento alle ore 7:00 all’aeroporto di Roma Fiumicino, al check-in della compagnia ITA Airwais per il volo delle ore 9:00 per Atene. Arrivo previsto alle ore 11.55.

Trasferimento in pullman in direzione del Peloponneso e di Patrasso. Lungo il percorso faremo sosta per visitare il sito archeologico di Corinto.

 Corinto era una delle città più ricche e famose di Grecia e del mondo antico, grazie alla sua importante posizione geografica: adiacente all’istmo che univa la Grecia centrale al Peloponneso, controllava sia le rotte commerciali terrestri sia quelle marittime, sul golfo di Corinto a nord-ovest e sul golfo Saronico ad est, avendo fondato su entrambi i golfi porti e empori commerciali.

 La città comprendeva il cosiddetto Acrocorinto (= l’acropoli), un affioramento roccioso di 573 mt che si innalzava a soli 8 km a sud del golfo di Corinto in una fondamentale posizione strategica, sia per i collegamenti commerciali terrestri sia per le rotte marittime, mentre la zona immediatamente a sud del golfo di Corinto era costituita da una ricca pianura agricola.

 La sua storia politica ha inizio nell’VIII secolo a.C. con la famiglia aristocratica dei Bacchiadi, rovesciati nel 650 a.C. dalla famiglia dei tiranni Cipselo e suo figlio Periandro. La città, composta in età arcaica da una serie di comunità isolate e distanziate fra loro, dal V secolo a.C. viene circondata da un muro di cinta che dal IV secolo a.C. in poi inglobò anche il porto del Lecheo. Già a partire dal VI secolo a.C. la valle e le zone vicine si riempirono di santuari, edifici e monumenti: il grande tempio di Apollo dominava la città di Corinto dalla collinetta omonima, insieme all’abitato e alle fontane di Glauco e Pirene.

 Sin dall’VIII secolo a.C. Corinto aveva fondato importanti colonie in Occidente, tra cui Siracusa, per citare la più famosa, divenendo in breve una delle città guida del mondo ellenico. Fu la prima dove venne edificato un tempio dorico, il Tempio di Apollo, con il tetto coperto da tegole in terracotta; inoltre Corinto era celebre per la produzione ceramica, commercializzata in tutti gli angoli del Mediterraneo, i cui stili si diffusero in tutto il mondo di cultura greca, influendo anche sulle popolazioni dell’Italia peninsulare e dell’area egeo-anatolica.

MEDEA E CORINTO

Dopo aver aiutato il marito Giasone e gli Argonauti a conquistare il vello d’oro, Medea si è trasferita a vivere a Corinto, insieme al consorte ed ai due figli, abbandonando il padre per seguire il marito. Dopo alcuni anni però Giasone decide di ripudiare Medea per sposare la figlia di Creonte, re di Corinto. Questo gli darebbe diritto di successione al trono.

La donna si lamenta col coro delle donne corinzie in modo disperato e furioso, scagliando maledizioni sulla casa reale, tanto che il re Creonte, sospettando una possibile vendetta, le intima di lasciare la città. Dissimulando con abilità i propri sentimenti, però, Medea ottiene di restare ancora un giorno, che le servirà per attuare il proprio piano.

Giasone si reca da Medea, che gli rinfaccia tutta la sua ipocrisia e la mancanza di coraggio, ma Giasone sa opporre solo banali ragioni di convenienza. Di fronte all'indifferenza del marito, la donna attua la sua vendetta.

Innanzitutto ottiene dal re di Atene Egeo, di passaggio per Corinto, la promessa di ospitarla nella propria città, offrendo di mettere al suo servizio le proprie arti magiche per dargli un figlio poi, fingendosi rassegnata, manda in dono alla futura sposa di Giasone una ghirlanda e una veste avvelenata. La ragazza, indossatele, muore tra atroci tormenti, e la stessa sorte tocca a Creonte, accorso per aiutarla.

A quel punto Giasone accorre per salvare almeno la sua prole, ma appare Medea sul carro alato del dio Sole, che gli mostra i cadaveri dei figli che ella, pur straziata nel cuore, ha ucciso, privando così Giasone di una discendenza. Nel finale la donna vola verso Atene lasciando il marito a maledirla, distrutto dal dolore.

 Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Rion.

2° Giorno – martedì 30 agosto Olimpia - Zante

Oggi ci imbarchiamo verso la nostra prima isola, Zante; la partenza del traghetto è prevista nel pomeriggio e allora potremo andare a fare visita a un altro sito archeologico di straordinaria importanza e dai contenuti universali: Olimpia.

I Greci datavano la prima Olimpiade dell'età storica nel 776 a.C., e si tramandava nel tempo il mitico nome del primo vincitore nella corsa a piedi nella distanza di poco meno di 200 metri nello stadio della città: un certo Corebo che faceva di mestiere il macellaio. L'ultima Olimpiade, la numero 291 della serie, ebbe luogo nel 393 d.C., poiché nell'anno successivo l'imperatore romano Teodosio vietò definitivamente tutti i giochi pagani. La lunga storia delle Olimpiadi antiche occupa quindi un periodo pari a quello che intercorre circa da Carlo Magno ai nostri giorni (!)

Olimpia comprendeva un recinto sacro (= altis) lungo 200 mt e largo 177 mt, situato in posizione sopraelevata rispetto alle altre costruzioni e al cui interno sorgevano i più importanti monumenti di culto e gli edifici adibiti all'amministrazione dei giochi. Sul lato orientale dell'altis erano situati lo stadio e l'ippodromo, mentre sul lato occidentale vi erano la palestra e il ginnasio al cui interno gli atleti che volevano partecipare ai giochi dovevano allenarsi almeno un mese prima dell'inizio delle gare. Il più famoso tempio di Olimpia era quello eretto in onore di Zeus, assai celebre per la gigantesca statua del dio realizzata in oro e avorio da Fidia nel 430 a.C., una delle sette meraviglie del mondo antico.

L'Heraion, il tempio dedicato alla dea Era rappresenta uno dei più antichi edifici dorici di cui oggi si possono ancora ammirare i resti e al cui interno venivano custodite le corone di alloro riservate ai vincitori dei giochi.

Una delle vie principali di Olimpia era fiancheggiata da dodici thesauroi, i templi votivi al cui interno venivano custoditi i tesori delle città che partecipavano ai giochi.

Dopo pranzo trasferimento nel porto di Kilini, lungo la costa, dove ci imbarcheremo per Zante, prima isola ionia della nostra risalita.

 Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Zante.

3° giorno e 4° giorno – mercoledì 31 agosto e giovedì 01 settembre Zante

Sono due i giorni che dedicheremo all’isola di Zante, tra le più meridionali dell’arcipelago delle Ionie, ma non la più meridionale, il cui titolo spetta alla bellissima Citera/Kythira collocata molto più a sud, tra la punta del Peloponneso e Creta.

Attraverseremo l’sola per terra e per mare, visitando, se le condizioni atmosferiche lo permetteranno, le sue coste e la celebre spiaggia del relitto.

Il mito narra che Artemide dea della caccia era solita girovagare per le verdi foreste di Zante mentre suo fratello Apollo suonava la lira sotto le piante di alloro per decantare lo splendore dell’isola.

E proprio il culto e la devozione, sin dall’epoca arcaica, per Artemide ed Apollo portò all’organizzazione di spettacoli e gare fra gli abitanti dell’isola. Secondo Omero fondatore dell’isola è Zakynthos figlio di Dardano, mitico re di Troia, rappresentato nelle monete con in mano un serpente poiché secondo alcune leggende avrebbe liberato l’isola dai serpenti che la infestavano.

L’isola finì per appartenere alla sfera di potere di Ulisse di Itaca e insieme ad altre isole parteciperà alla spedizione con Troia con dodici navi. Terminata la guerra di Troia, con il ritorno di Ulisse ad Itaca, nel leggendario sterminio dei “pretendenti di Penelope” vennero coinvolti anche venti giovani di Zante.

Nella guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta, Zante si schierò con gli Ateniesi e in seguito venne sottomessa dai Macedoni ma i primi veri conquistatori in epoca storica di cui si ha certezza sono i Romani che individuarono nell’isola di Zante un luogo strategico per lo sviluppo del commercio e l’espansione delle loro conquiste.

Inseguito al declino ed alla caduta dell’Impero Romano, Zante, le isole Ionie e le colonie sulla costa occidentale del Mediterraneo dovettero sopportare decenni di incertezze contrassegnati da ripetute invasioni da parte di Costantino il Grande e l’annessione dell’isola alla provincia dell’Illiria segnerà l’inizio di un nuovo periodo storico caratterizzato da stabilità e rinascita sociale.

Nel 1185, con il progressivo declino dell’impero bizantino, l’isola di Zante affrontò un interregno della durata di circa tre secoli in cui si avvicendarono gli Orsini, gli Angioini ed infine i Tocchi.

Sotto la dinastia di questi ultimi Zante riuscì ad allargare i confini della propria contea conquistando zone della Grecia continentale e migliorò sia la propria amministrazione che la sua organizzazione economica tanto da destare l’interesse dei Veneziani che nel 1485 la inclusero nelle loro provincie.

A partire dal 1492 il governo veneziano intraprese una campagna mirata al trasferimento di molti suoi cittadini nella provincia di Zante, favorendo in tal modo un periodo di rinascita e prosperità all’interno dell’isola. Esemplare fu in quel periodo l’armonia di convivenza tra i due popoli dovuta soprattutto alla saggezza dei Veneziani che seppero creare condizioni di pace concedendo agli isolani libertà sociali e religiose. In poco più di tre secoli, la dominazione veneziana aveva permesso all’isola di fiorire sia dal punto di vista culturale, sia da quello architettonico, tanto che Zante meritò l’appellativo di Firenze della Grecia.

Le idee liberali francesi, nel XVIII secolo, si diffusero in tutta Europa e arrivarono anche a Zante che le accolse con entusiasmo. In seguito allo scioglimento della Repubblica Veneziana l’isola di Zante fu dunque soggetta ai Francesi democratici: nella piazza principale vennero dati alle fiamme gli stemmi nobiliari e Zacinto divenne la sede amministrativa delle Ionie.

L’aria di libertà ed innovazione portata dai Francesi si scontrò ben presto con la nostalgia che la classe nobiliare aveva dei suoi vecchi privilegi, e fu proprio la cerchia dei nobili che nel 1798 favorì l’avanzata sull’isola dell’alleanza tra Russi e Turchi. Il 22 marzo del 1800 Russia e Turchia a Costantinopoli si accordarono per la fondazione dello Stato delle isole Ionie in cui, per oltre sette anni, il vecchio ceto nobiliare riuscì nuovamente ad imporsi sulla popolazione.

Nel 1809 gli Inglesi forti di un numeroso esercito si insediarono a Zante e ne fecero la capitale dello Stato delle Ionie. Gli iniziali vantaggi portati dal popolo inglese come forme di assistenza pubblica e l’istituzione della prima tipografia dell’isola, vennero però vanificati all’arrivo di T. Maitland, nuovo governatore di Zante. Quest’ultimo non tardò a mostrare il suo carattere autoritario e tirannico, tanto che gli isolani tentarono di ribellarsi prima con delle petizioni di protesta verso il governo inglese, per arrivare poi alla fondazione di una società segreta patriottica che prese il nome di Filikì Eteria. Quest’organizzazione fu alla base dell’insurrezione nazionale greca e a Zante è presente una stele che commemora questi patrioti.

L’indipendenza della Grecia dalla Turchia fece nascere un movimento radicale nelle isole Ionie che a lungo lottarono contro gli Inglesi per potersi annettere alla Grecia e non essere più sottomessi da stranieri. L’unione di Zante e delle altre Ionie alla Grecia avvenne nel 1864 anno in cui finalmente venne innalzata la bandiera greca sull’isola.

Come il resto della Grecia anche Zante, durante la seconda guerra mondiale, fu soggetta all’occupazione di Italiani e Tedeschi e a Zante si creò un fronte di resistenza contro l’invasore.

Dopo la guerra l’isola ebbe un altro terribile colpo nel 1953: un terremoto che rase al suolo l’intera città. I bei palazzi dei tempi passati caddero al suolo e delle varie dominazioni che si susseguirono sull’isola non rimase praticamente nulla. Grazie all’aiuto del governo e alla buona volontà dei cittadini pian piano venne ricostruita l’intera città.

Pranzi liberi lungo il percorso. Cene e pernottamenti a Zante.

5° giorno – venerdì 02 settembre Zante - Cefalonia

Oggi dobbiamo raggiungere Cefalonia, più a nord. Non c’è un collegamento utile che la unisce a Zante e per questo dovremo tornare a Killini e da qui ripartire alla volta della bella e grande Cefalonia.

Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Cefalonia.

 6° giorno  - sabato 03 settembre Cefalonia

L’intera giornata è dedicata all’esplorazione di questa imponente isola, formata da alture e distese di ulivi, spiagge e baie, villaggi e cittadine. Il suo capoluogo è Argostoli, collocato sul versante ovest, in una bellissima baia che guarda nella parte opposta il villaggio di Lixouri, raggiungibile con un lento traghetto interno.

Molti sono i miti e le leggende che si narrano su Cefalo, il mitico eroe che diede all’isola il suo nome. Il più ricorrente racconta di un uomo bello e forte, fiero cacciatore che sposò Procri, figlia del re dell’Attica Eretteo. Il mito ci viene raccontato anche da Ovidio che narra di un giorno in cui Cefalo, al suo secondo mese di matrimonio ed innamoratissimo della sua sposa, si recò sulla vetta del monte Hymettus con le sue reti per cacciare un cervo. Sulla sommità del monte incontrò Eos che cercò invano di rapirlo, ma se ne andò non senza seminare nella mente di Cefalo il dubbio sulla fedeltà della moglie.

Il nome Cefalonia si pensa derivi dunque dal nome dell’eroe Cefaluo e il nome degli abitanti, i Cefaloti, deriva dalla parola “Cephales” che può essere ricondotta alle montagne di Cefalonia o al fatto che in Grecia questa era l’isola più grande delle Ionie e costituisce la kephali cioè la testa dell'arcipelago.

I Cephallenes gli abitanti di un regno leggendario che comprendeva Cefalonia, Itaca, Zante e Lefkada, sono menzionati per la prima volta dal poeta greco Omero.

La straordinaria posizione strategica a livello geografico consentì a Cefalonia di essere un ponte commerciale tra occidente e oriente. Ritrovamenti di necropoli rendono evidente come l’isola fu largamente abitata fin dall’XI secolo a.C., gli Achei si stanziarono anche sull’isola di Cefalonia portando con sé la loro cultura, usi e architetture. La prima città-stato a fare la sua comparsa sulla scena storico politica fu Pali, che rappresentò da subito un importante scalo portuale per i Corinzi che si recavano verso la Sicilia.

Durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) le quattro città di Cefalonia erano tutte alleate con Atene che fecero dell’isola di Cefalonia la loro base operativa contro gli storici rivali di Corinto. Questo rappresenta solo l’inizio di un’infinita serie di conquiste che l’isola di Cefalonia subì nella sua lunga storia; conquiste dalle quali attinse culture ed usanze ma senza mai rinunciare alla propria identità culturale. Alla fine della prima guerra del Peloponneso, nel periodo storico che va dal 404 al 322 a.C. l’isola di Cefalonia subisce le dominazioni pacifiche degli Spartani prima, degli Ateniesi poi ed infine dei Macedoni di Filippo II.

 I Romani, sin dal II secolo aC trasformarono l’isola di Cefalonia in una loro importante base operativa.

In età tardo antica, sotto l’imperatore bizantino Eraclio, l’impero fu riorganizzato e suddiviso in piccoli distretti garantendo più protezione a Cefalonia che divenne sede delle isole appartenenti al Tema di Longobardia, riconquistando parte del suo antico splendore protagonista con la flotta della difesa dell’impero da parte degli Arabi. A quello di Lombardia succedette il principato di Calabria e nel 887 l’imperatore Leone il Saggio creò il Principato di Cefalonia con capitale Pali; l’isola di Cefalonia riconquistò definitivamente il suo prestigio e lo mantenne per altri 300 anni. Quando Niceforus Foca sconfisse gli Arabi a Creta nel 961 le isole Ionie della Grecia furono liberate dalle incursioni dei pirati e prosperarono fino a quando i Normanni apparvero sulla scena.

Nel 1204 i Crociati e i Veneziani firmarono a Costantinopoli un trattato per divedere l’impero Bizantino e le isole della Grecia passarono in mani veneziane.

Nel 1357 il re di Napoli diede a Leonardo I Tocco le isole di Cefalonia, Zante, Itaca e Lefkada per ringraziarlo dei suoi servigi. I successivi cento anni furono un periodo di grande incertezza per via dei Turchi che avanzavano implacabili e nella seconda metà del 1400 si impossessarono delle isole della Ionia ad eccezione di Corfù, e questo fu per Cefalonia uno dei periodi della storia più foschi.

Durante la seconda guerra fra turchi e veneziani (1499–1502) un nuovo trattato diede a Venezia il controllo di Cefalonia. Mentre nel resto della Grecia le popolazioni erano soggette al crudele dominio turco, le isole Ionie, sotto il dominio veneziano, godettero di un relativo benessere e diedero vita a diverse attività commerciali ed agricole tra cui la produzione dell’uva passa. Nonostante i terremoti che devastarono in questa fase storica Cefalonia e Zante, la loro economia fiorì col commercio. Censimenti di quel periodo, conservati negli archivi di Venezia, parlano di una popolazione di Cefalonia che era la più numerosa delle isole dello Ionio richiamando profughi che dal Peloponneso e da Creta scappavano dalla dominazione turca ottomana.

Russi, Francesi e Inglesi si alternarono nella gestione dell’isola e dell’arcipelago delle Ionie, di fatto fino al 1863 in cui si decretò la rinuncia dell’Inghilterra al protettorato delle Ionie e nel maggio 1864 l’isola di Cefalonia venne finalmente unita alla Grecia indipendente.

Tuttavia non finirono le occupazioni dell’isola, come durante le due guerre mondiali, con conseguenze pesanti per Cefalonia. Durante la Seconda GM Cefalonia fu occupata dai Tedeschi e Italiani. È in questo contesto che si svolse il drammatico episodio dell’eccidio della Divisione Aqui da parte dei Tedeschi nel 1943, come ricorda il monumento eretto ad Argostoli, capoluogo moderno dell’isola. Ma la guerra non finirono tutti i problemi: nel 1953 un terremoto devastante rase al suolo il 90% delle abitazioni dell’isola portando un disastro economico, sociale e geologico. Gli abitanti di Cefalonia con molta forza di volontà e laboriosità ricostruirono la città e i loro villaggi cercando di recuperare tutte le tipicità dell’isola.

Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Cefalonia.

7° giorno – domenica 04 settembre Itaca

Sarà una giornata di grande suggestione, coinvolti dall’epos, dalla storia, dalla natura. È il giorno di Itaca.

Itaca è universalmente nota per essere stata la patria di Ulisse tuttavia questa localizzazione presenta diverse incoerenze, in particolare: l'antica Itaca è descritta come un'isola piana invece l'odierna è decisamente montuosa, inoltre viene descritta come la più inoltrata nel mare, diretta verso il tramonto e da ciò si dovrebbe supporre che si collocava all'estremità occidentale del proprio arcipelago, ma l’isola più occidentale è invece Cefalonia.

Sarà lo storiografo greco Strabone il primo a identificare con l’Itaca attuale l'isola di Ulisse ma tale teoria non ha mai raccolto il consenso universale tra gli studiosi i quali sono oggi più propensi a vedere magari in Lefcada/Leucade l'Itaca omerica. Ma che Itaca sia piuttosto il regno dell’Ulisse omerico composto dall’unione delle diverse isole della ionia, ben più vasto quindi di una piccola isoletta?

L'isola fu abitata già dal XXII secolo a.C. ed ebbe particolare rilevanza durante il periodo miceneo. Gli scavi condotti dalla Scuola Britannica di Atene dal 1930 al 1939 rivelarono resti di un edificio palatino cinto da mura ciclopiche sulla collina di Pilikata, ritrovamenti ulteriormente confermati dai più recenti scavi condotti dall'Università di Ioannina dove in epoca micenea si ergeva un palazzo fortificato. Dopo il medioevo ellenico il centro principale si spostò sull'istmo; qui fiorì la città di Alalkomene, dalla posizione imprendibile celebrata da Cicerone nel De oratore (I, 44): ... ut Ithacam illam in asperrimis saxulis tamquam nidulum adfixam

I Romani la occuparono nel II secolo a.C., ed in seguito essa divenne parte dell'Impero bizantino. Dalla metà dell'VIII secolo fa parte del thema (= distretto militare) di Cefalonia, istituito per sostenere gli interessi bizantini in Italia meridionale. Con la conquista di Bari da parte dei Normanni di Sicilia nel 1071, Bisanzio perde, oltre ai possedimenti territoriali, anche il controllo sul braccio di mare tra l'Italia e la Grecia, aprendo così la strada a una rinascita della pirateria. I resoconti di due pellegrini per la Terra Santa nel 1190-91, descrivono Itaca e Cefalonia come famigerati covi di pirati. Le vicende delle isole ionie si inseriscono per tutto questo periodo nei tentativi di espansione dei Normanni di Sicilia verso est; a partire dalla campagna di Roberto il Guiscardo (che muore a Cefalonia nel 1085), sino alla definitiva conquista (1185) dell'arcipelago da parte di Margaritone da Brindisi, che viene nominato da Guglielmo II signore di Itaca, Cefalonia e Zacinto. Nel 1194 subentra il dominio personale di Matteo Orsini il quale, inizialmente vassallo dei Normanni, cerca in seguito la protezione del papa e di Venezia. Gli Orsini governeranno sino al 1357, quando Leonardo Tocco, membro di una nobile famiglia di Benevento, fu nominato "Conte di Cefalonia, Signore di Itaca e Zacinto". Il principato dei Tocco si mosse con scaltrezza nel complesso quadro politico del periodo, e nel 1411-16 Carlo I Tocco riuscì a conquistare l'Epiro, aggiungendo ai suoi titoli quello di "Despota di Ioannina e Arta". La prima fase del dominio delle potenze italiane sulle isole ionie termina nel 1479, quando i Turchi prendono Cefalonia e Itaca.

Seguono due decenni di alterne vicende belliche nelle quali Venezia emerge come principale antagonista dell'inarrestabile espansione ottomana, giungendo infine, nel 1504, a ottenere il controllo di Cefalonia e Itaca (quest'ultima praticamente spopolata). Lo stato di abbandono in cui versava fu fronteggiato con un decreto del Senato veneziano del 18 marzo 1504 che accordava l'esenzione delle tasse per cinque anni a chi si stabiliva sull'isola. Una vera e propria ripresa si ha però solo nel corso del Seicento, quando alla coltivazione dell'olio e del grano si aggiunge quella (importata da Zacinto) dell'uva sultanina, che sino all'Ottocento rimarrà un'importante fonte di esportazione, soprattutto sul mercato inglese. I Veneziani potenziano anche l'approdo di Vathi, che a partire dal Settecento si svilupperà diventando la capitale dell'isola. La ripresa del periodo veneziano è evidenziata anche da testimonianze artistiche e da fugaci descrizioni di Itaca in resoconti di studiosi e viaggiatori europei.

Nel 1797 col trattato di Campoformio terminò la plurisecolare dominazione veneziana e le isole ionie passarono alla Francia; grazie al prestigio crescente presso gli occidentali della reputazione omerica di Itaca, il nuovo dipartimento (che comprendeva anche Cefalonia e aveva la capitale ad Argostoli), prese il nome ufficiale di Dipartimento di Itaca. Un'alleanza russo-turca strapperà le isole ai francesi e porterà, nel 1800, alla fondazione della Repubblica delle Sette Isole Unite sotto sovranità ottomana e protettorato russo. Fu questa la prima esperienza di autogoverno greco, in cui ebbero un ruolo principale i greco-veneti. Nel 1809 il Regno Unito prese possesso militare delle isole, il cui destino fu deciso dagli accordi del Congresso di Vienna, che prevedevano la fondazione degli Stati Uniti delle Isole ionie, un'entità statale indipendente posta sotto protettorato britannico.

Nonostante le turbolenze politiche questo periodo di transizione è però molto florido dal punto di vista economico e culturale. La creazione di una flotta mercantile ormeggiata a Vathi nel corso del Seicento, aveva portato nel secolo successivo i mercanti itacesi a essere protagonisti nella colonizzazione commerciale greca delle sponde del mar Nero, dalle quali veniva importato grano verso i mercati dell'Europa occidentale. L'afflusso in patria di ricchezze accumulate grazie al commercio e all'attività di armatori rese Vathi un centro florido e cosmopolita. Contemporaneamente l'isola viene "riscoperta" per l'Occidente da William Gell, che la esplora e nel 1807 pubblica il celebre The Geography and Antiquities of Ithaka, uno testo di enorme successo in cui si accrediterà come scopritore del palazzo di Ulisse. Sull'eco delle sue esplorazioni si svolgeranno, a cavallo del 1812-13, i primi scavi archeologici nella città di Alalkomene. Nell'agosto del 1823 Lord Byron vi trascorse una breve vacanza.

Il periodo del protettorato inglese vide diverse innovazioni; Lord Guilford, nominato Lord of Education, contemplò l'idea di fondare la prima università sul suolo greco a Itaca; i lavori erano in procinto di iniziare quando lo scoppio della Guerra d'indipendenza greca nel 1821 non suggerì di spostare il progetto a Corfù in quanto isola molto meglio difendibile. Proprio con la fondazione dello stato greco gli Stati Uniti delle Isole Ionie furono sempre più minati dal movimento che chiedeva l'enosis (unione) con la Grecia, che fu concessa nel 1864. Anche dopo il cambiamento di regime politico Itaca continuò a prosperare grazie ai traffici col mar Nero. Ai primi del Novecento toccò un picco di dodicimila abitanti.

Il declino si manifesterà solo dopo la Prima Guerra mondiale, quando la marineria greca spostò in massa le sue operazioni al Pireo. Iniziò una massiccia emigrazione, rivolta soprattutto all'Australia e al Sud Africa, che portò a un drastico calo della popolazione. Un terremoto nel 1953 ha procurato gravi danni in tutta l'isola, ma la ricostruzione è stata abbastanza fedele alla tipologia dell'edilizia tradizionale.

Rientro a Cefalonia nel pomeriggio. Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Cefalonia.

8° giorno – lunedì 05 settembre Lefkada, da Cefalonia a Corfù

Continua la nostra risalita in direzione nord, prenderemo un traghetto che da Cefalonia ci porterà nella vicina isola di Lefkada. Attraversando un ponte entreremo poi direttamente in Epiro, nell’area delle cittadine di Preveza e Arta, per raggiungere infine il nostro prossimo punto di imbarco, il porto di Igoumenitza.

Ma questi sono i luoghi di una delle battaglie che hanno scritto la storia: ad Azio, lungo il percorso, ci fermeremo per visitare un altro importante sito archeologico.

Actia Nicopolis ovvero la città della Vittoria di Azio, rappresenta la prima fondazione coloniale di Augusto che volle così celebrare la sua vittoria epocale su Antonio e Cleopatra del 31 a.C., fondando nell’area dove si era accampato il suo esercito una città di veterani mescolati a Greci della regione. Questa celebre battaglia navale ebbe un’importanza decisiva per la storia di Roma decretando la vittoria di Ottaviano nell'ultima guerra civile di età repubblicana; in questo senso segna simbolicamente il tramonto definitivo della repubblica romana e il passaggio al nuovo principato sanzionato nel 27 a.C. dal conferimento a Ottaviano del titolo di Augusto.

 Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Corfù.

9° giorno – martedì 06 settembre Corfù

L’ultima tappa della nostra risalita è l’isola di Corfù, la più importante fra le Ionie in età moderna.

Nel mito l’isola di Corfù fu prodigo luogo di sosta per Giasone e gli Argonauti, mentre nell’Odissea viene citata col nome di Scheria, identificata da molti per essere l’isola dei Feaci dove Ulisse approdò forzatamente una volta fuggito da Calipso, incontrandovi da naufrago la principessa Nausicaa.

L’isola viene denominata nella sua lunga storia in diversi modi: Makris (= la lunga), Drepanon (= la falce), Scheria, perché su preghiera di Demetra il dio Poseidone fermò gli schin, i depositi alluvionali, affinché l’isola non si unisse alla terraferma. E ancora quello attuale di Kérkyra, derivato dal nome della ninfa amata da Poseidone che la portò in quest’isola dandole il suo nome; dal loro amore nacque Feacas, capostipite, appunto, dei Feaci.

Molti studiosi ritengono che il mito della ninfa Kerkyra sia da collegarsi etimologicamente alla parola di origine bizantina Koryfò, il nome dell’Acropoli situata di fronte alla città odierna. Dalla parola Koryfò proviene finalmente il nome latino di Corfù con cui l’isola viene oggi comunemente chiamata dai non Greci.

Anche la storia di Corfù, come di tutte le bellissime Isole Ionie è lunga e straordinaria, legata a tutte le fasi storiche del Mediterraneo orientale, dalle prima colonizzazione di Eubei e Corinzi alle alleanze con Atene durante le guerre del Peloponneso, fino alla inesorabile dominazione romana. Ma di grande importanza per i destini dell’isola fu la sua lunga appartenenza alla Serenissima Repubblica di Venezia: Nel 1149 i Bizantini con la flotta alleata veneziana riuscirono a liberare l’isola di Corfù dall’occupazione normanna e dopo un’alternanza di invasori, nel 1386, l’isola si offrì ai Veneziani che in cambio lasciarono agli abitanti molte libertà nel campo religioso e sociale.

L’egemonia veneziana a Corfù durò per oltre quattro secoli, fino al 1796, periodo in cui, sul modello del regime aristocratico di Venezia, venne organizzata l’amministrazione dell’isola. Gli abitanti vennero quindi suddivisi in tre differenti classi: i nobili, i civili ed i popolari. L’istruzione era organizzata tramite l’insegnamento da parte del clero all’interno dei monasteri, mentre alle classi più agiate erano consentiti gli studi presso alcuni atenei italiani. I Veneziani inoltre imposero ed incentivarono la coltivazione degli ulivi, gettando importanti basi per il futuro economico dell’isola, permettendo allo stesso tempo un prezioso e costante rifornimento di olio alla città di Venezia. Anche dal punto di vista architettonico i Veneziani hanno lasciato un grande patrimonio caratterizzando fortemente l’urbanistica de capoluogo dell’isola. La lunga dominazione veneziana ha permesso a Corfù di essere oggi una delle poche zone della Grecia a non aver subìto nel passato l’opprimente egemonia dei Turchi Ottomani.

Come molti sanno, l’Imperatrice d’Austria Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, nota a tutti più semplicemente col nome di Sissi, amava molto la Grecia e l’isola di Corfù, dove si fece costruire una villa che chiamò Achilleion, dedicandola alla figura dell’eroe omerico. E in questi luoghi che l’imperatrice alleviava i suoi problemi di salute e la sofferenza per la perdita dell’unico figlio maschio morto suicida dopo i drammatici fatti di Mayerling.

 Pranzo libero lungo il percorso. Cena e pernottamento a Corfù.

10° giorno – mercoledì 07 settembre Corfù  - rientro

Alle ore 16.10 trasferimento in aereo a Roma direttamente da Corfù, con volo in arrivo all’aeroporto di Roma Ciampino previsto alle ore 16.40.

 AVVERTENZA

Il programma, nel corso di svolgimento, potrebbe subire per motivi organizzativi modifiche nella sequenza delle visite ma non nei suoi contenuti

OPERATIVO VOLI DA COMUNICARE – POSSIBILITA’ DI PARTIRE DA PIU’ AEROPORTI

QUOTE PER PERSONA IN CAMERA DOPPIA:

EURO   2.270,00 minimo 25 PARTECIPANTI

EURO   2.090,00 superiore a 25 PARTECIPANTI

Supplemento camera singola EURO 450,00

Il numero delle camere singole è limitata e invitiamo le persone che viaggiano sole a mettersi a disposizione per condividere eventualmete la camera con un compagno di viaggio.

LA QUOTA COMPRENDE

Voli di linea Roma Fiumicino-Atene e Corfù-Roma Ciampino con ATI Airways e Ryanair, Pernottamenti in hotel categoria 4* e 3* (Rion, Zante, Cefalonia, Corfù), Tutte le cene, Trasferimenti con pullman privato, Trasferimenti con traghetti di linea attraverso le isole in programma, Escursione in barca nell’isola di Zante, Presenza di una guida locale greca durante tutto il viaggio (Sig.ra Caterina Scasila), Assicurazione Viaggio, Sistema di amplificazione, Assistenza tecnica e culturale durante il viaggio di Barbara Di Lorenzo e di Gabriele Rossoni

LA QUOTA NON COMPRENDE

Gli ingressi a monumenti e musei in programma, Eventuali mance, Le bevande ai pasti, Tutti gli extra a carattere personale, Tutto quanto non espressamente riportato alla voce “la quota comprende”

ISCRIZIONE AL VIAGGIO E MODALITÀ DI PAGAMENTO

Iscrizione con acconto di euro 500,00 entro il  31 luglio 2022

La sottoscrizione della polizza assicurativa di annullamento viaggio è facoltativa, il costo è calcolato sulla base della spesa finale sostenuta e va richiesta all’atto dell’iscrizione.

 

Tel +39 0444 1580240

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