..."visto" con gli occhi di un bambino

Il Ruanda

Il Ruanda "visto" con gli occhi di un bambino

C'è un modo per capire se un viaggio ti ha davvero cambiato: aspetta qualche settimana, poi ascolta come lo racconti agli altri. Io l'ho raccontato a tante persone al ritorno dal Ruanda. Ma la storia più bella non l'ho scritta io.
L'ha scritta Giuseppe, un bambino delle elementari, durante una verifica in classe. La traccia era semplice: scrivi una pagina di diario. Il titolo deciso da Giuseppe: In Ruanda!!! — con tre punti esclamativi, già tutto un programma.
Giuseppe aveva ascoltato il mio racconto di quel viaggio. E poi, con la sua penna blu e la sua fantasia a briglia sciolta, ha costruito un'avventura che vale la pena leggere per intero.

 

"Titolo: In Ruanda!!!

Giovedì 26 febbraio

Caro diario,

scusa se non ti ho potuto portare in vacanza con me. Per farmi perdonare ho deciso di raccontarti il viaggio che ho fatto insieme alla mia famiglia in Ruanda.

Appena atterrati siamo usciti il più velocemente possibile dall’aeroporto perché eravamo molto stanchi. Fortunatamente il nostro villaggio era vicino, quindi l’autista del bus ha impiegato poco tempo per portarci a destinazione.

Arrivati al villaggio, ci hanno accompagnato nella nostra camera, che era la numero 011. All’interno abbiamo trovato un drink di benvenuto e un vassoio con diversi cibi, come panini, cubetti d’anguria e uva. È stata una bella sorpresa dopo il viaggio.

La mattina seguente ci aspettava la parte più emozionante della vacanza: il safari. Quando siamo arrivati nel parco avevo grandi aspettative, ma all’inizio non è stato così entusiasmante. I primi animali che ho visto sono stati gazzelle, zebre, giraffe e macachi. Dopo un po’ mi sembrava di vedere sempre gli stessi animali e non ero più così colpito.

All’improvviso, però, quando nessuno se lo aspettava, abbiamo visto dei leopardi che hanno attaccato delle gazzelle. Dopo pochi secondi si sono avvicinati anche dei leoni e dei ghepardi. È stato tutto molto veloce e anche un po’ spaventoso, tanto che l’autista ha deciso di andare via per evitare pericoli.

La notte abbiamo fatto un’altra tappa per vedere le iene. Grazie anche alle mie “preghiere”, siamo riusciti a vederle mentre litigavano con dei leoni. Anche questa volta “ce la siamo data a gambe”!

Infine, l’ultima parte del safari è stata davvero bellissima. Abbiamo indossato delle tute con stivali alti perché dovevamo andare a vedere i gorilla. Quando li ho visti mi sono sembrati dei giganti davanti a me e, devo ammetterlo, mi sono anche un po’ spaventato.

Per il resto, la vacanza è proseguita in modo più tranquillo, e meno male!

Ora ti devo salutare.

Il tuo Dudu

P.S. Speriamo che la prossima vacanza sia un po’ più… normale!"

Leggendo il tema di Giuseppe ho sorriso, ma poi mi sono fermato a pensare.

Perché in quelle righe scritte a mano, con i disegnini colorati e la grafia ancora incerta, c'è qualcosa di vero: il Ruanda non è una destinazione normale. È un paese che sorprende, che spaventa un po', che ti mette davanti a qualcosa di più grande di te — che tu abbia otto anni, trenta o cinquanta.

I gorilla di montagna ti guardano negli occhi e capisci, in un secondo, quanto siamo piccoli e quanto sia straordinario condividere questo pianeta con loro. Il safari ti ricorda che la natura non è uno spettacolo organizzato per i turisti. E il Paese stesso — la sua storia, la sua rinascita, la sua energia — ti lascia qualcosa dentro che è difficile spiegare a parole.

Forse ci riesce meglio un bambino.

A breve presentiamo ufficialmente il nostro viaggio in Ruanda.

Se anche tu senti che è arrivato il momento di vedere qualcosa di davvero diverso, puoi venire all'incontro con faremo il 28 maggio ad Abano Terme... Iscriviti qui!

Giovedì 7 Maggio 2026

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